Un altra stagione sta per finire. Esco dalla porta nel retro tra scatoloni e gocce di acqua che cadono dal lato del tetto creando barre discontinue come di una prigione fantastica. Le scalette sulle destra che scendono, metalliche con la sicurezza anti scivolo che sembrano voler trattenere gli spiriti scalzi dal vagabondare all’esterno. Il sole e’ basso ed illumina me, la neve, ed ancora me. Prendo un respiro profondo, strizzo l’aria fuori dai miei polmoni come per liberarmi dalla pesantezza mentale di un lavoro che mi sta insegnando tutto eccetto cucinare. Mi insegna ad osservare, a non giudicare, a stare in equilibrio tra malelingue gettate al vento che raggiungeranno un anima. Mi godo la luce e raggiungo la macchina, che mi portera’ a casa.

Mi muovo un attimo ed un sentiero si apre. Come per magia piccoli passi si susseguono preparandomi a questo mese di tappe eccitanti. Marzo e’ stato un mese impegnativo. Il mio osservare ha finalmente aperto una nuova porta. Aprile sara’ un mese di preparazione per un estate che si scopre lentamente. Un altra avventura, in un altro luogo speciale. Tra gli alberi ed il fiume. Tra yoga e un po’ di cucina. Per chiudere un capitolo della mia vita che mi ha dato l’opportunita’ di restare in Canada e di viverci. E’ arrivato il momento questa estate di chiudere quella porta con gratitudine per tutti gli insegnamenti ricevuti. Una porta con una chiave d’orata che ha dato vita ad una parte di chi sono.

Ancora una volta la vita si organizza attorno ai miei pensieri e desideri. E’ il momento di nuotare con la corrente. Il flusso e’ intenso, e mi ci sono buttato a pancia. E’ il momento di lasciare andare quello che mi tiene ancorato a sequenze che non mi aiutano ad essere me stesso. E’ il momento di aprirmi alla vita con fiducia senza pensare a quello che potrei perdere ma pensando a quello che ho. Senza pensare a cosa non ho ma a come raggiungere quello che ho di fronte. Il tempo in Kamloops e’ quasi al termine. E sono felice.

 

 

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